Il crack… finanziario
“Jamie Oliver, dagli esordi al crack: la sua carriera da “terrorista culinario”; “crack per la catena di ristoranti di Jamie Oliver”: questi solo alcuni degli articoli usciti negli ultimi giorni sui giornali e riportati sui siti di tutto il mondo. Terrorismo culinario e crack… peccato che si trattasse di crack finanziario. Conosciamo meglio la vicenda.
Jamie Oliver sta procedendo verso la banca rotta, ma questa non è una notizia nuova, in quanto già nel 2018 su 28 ristoranti, ne sono stati chiusi 12 con il licenziamento di ben 600 persone. Nel 2019 Oliver si è trovato sul lastrico con 1300 dipendenti licenziati.
Chi è Jamie Oliver? Jamie Oliver ha iniziato la sua carriera di cuoco lavorando al ristorante di Antonio Carluccio, l’insegnante della cucina italiana in Inghilterra. Nella sua carriera ha cucinato per l’ex primo ministro inglese Tony Blair ed è riuscito ad avere una sua catena di ristoranti, tra cui alcuni, sono stati chiamati “Jamie’s Italian”.
Una delle migliori cose che Jamie OIliver ha fatto nella sua carrira è stata una campagna per le scuole inglesi e americane per togliere dalle mense il cibo che fa male alla salute: “Junk Food = Junk Kids”.
Perché Terrorista?
Jamie Oliver, nella sua carriera, si è posto un obiettivo: cucinare la miglior pasta del mondo. Dire che non ci è riuscito è un eufemismo in quanto ha cercato di rendere i piatti della tradizione più “moderni”, decidendo di aggiungere del chorizo (tipi di insaccati e salsicce, a base di carne bovina e suina, speziati con paprica) alla nostra carbonara, come ha fatto con la Paella spagnola; insomma ha voluto trasformare la tradizione e non è stato apprezzato. Jamie Oliver non piace, non solo all’Italia, ma anche nel resto del mondo.
