Un salamino di manzo con il nome di “’Nduja” venduto a 70 dollari al chilo: nulla a che vedere con il classico insaccato calabrese che ha come ingrediente principale il peperoncino piccante. Dopo varie ricerche della presidente del Consorzio Agricoop, Innocenza Giannuzzi, ha affermato che questa “nduja” taroccata è arrivata ad essere distribuita a New York da Eataly, una grande catena agroalimentare ed ha ingannato i suoi clienti vendendo questo prodotto come un prodotto calabrese e di qualità. Non è più accettabile che l’agroalimentare Calabrese non sia tutelato in maniera adeguata e continua. Proteggere il nostro patrimonio vuol dire proteggere le imprese e i cittadini calabresi, al fine di evitare la disperazione di tanti agricoltori che, dopo tanto lavoro, vedono le proprie eccellenze invendute rischiando la chiusura delle proprie attività.
Questo avviene principalmente a causa del fenomeno “Italian Sounding”, che consiste nell’attribuire ad un prodotto un marchio il cui “suono” evochi un’origine Italiana; il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero come nel caso dell’nduja, ingannando i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano.
Infine per la presidente del Consorzio Agricoop, “ Le nostre eccellenze vanno tutelate e difese perché il comparto agroalimentare è il primo motore dell’economia calabrese”, un ragionamento che dovrebbe motivarci a tutelare le nostre tradizioni enogastronomiche e optare sempre per una Qualità totale.
di Diana Dencu
