Cos’è?
È un fenomeno in ascesa che spazia su qualsiasi tematica tratti il cibo. Negli ultimi anni ha preso piede grazie ai social network e ai numerosi blog che ne sono scaturiti. È nato un vero e proprio settore che parla della cucina tramite la rete; si possono condividere ricette, creare recensioni, trattare il cibo dal punto di vista nutrizionale, parlare della cucina vegana o crudista… insomma una vera enciclopedia del cibo. Chi sta ai fornelli può collegarsi in rete e trovare uno spunto per cucinare, condividere ciò che ama e confrontarsi con le altre persone. Per alcuni è solamente un hobby, ma per una piccola parte è diventato un lavoro vero e proprio, quello del foodblogger appunto.
Quando&Dove?
Si può pensare che il foodblogging sia un fenomeno moderno ma in realtà il primissimo blog a tema culinario è stato creato nel 1997 in America, si chiamava Chowhound. Era un elenco dei migliori locali di New York dove poter andare a mangiare. Negli anni successivi ne nacquero altri, fino ad arrivare in Italia dove nel 2005 sono stati creati i primi siti, tra cui: Il Cavoletto di Bruxelles, GialloZafferano e Peperosso. In seguito è stata fondata un’associazione senza scopo di lucro denominata con la sigla AIFB, ovvero Associazione Italiana Food Blogger. Ha come obiettivo primario quello di diffondere nozioni e creare dibattiti nell’ambito culinario, anche a livello professionale.
Foodblogger: Chi è?
Generalmente è paragonato ad un giornalista ma in realtà in questa figura sono comprese diverse categorie, ad esempio i foodies ovvero coloro che non cucinano ma analizzano i cibi in tutti i loro aspetti e creano recensioni; esistono quelli che trattano solamente di ricette fatte in casa e infine troviamo gli influencer, ovvero persone popolari sui social che tramite la loro posizione riescono ad ”influenzare” i loro seguaci creando delle tendenze e diffondendo nuove opinioni.
Cosa fa?
Crea ricette, analizza i piatti, recensisce … ma cosa più importante comunica con il pubblico.
Questo punto è fondamentale in quanto deve riuscire a coinvolgere le persone affascinandole come se stesse raccontando una storia. Deve far suscitare dentro al lettore la voglia di mettersi ai fornelli piuttosto che andare a mangiare in nuovi locali.
di Kevin Mucchiani Guastalli
[Via: lorenzovinci.it]
